Banksy in quarantena dipinge ratti teppisti nel bagno domestico: "Mia moglie odia quando lavoro da casa"

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Una banda di ratti teppisti, stanchi dell’isolamento sociale che li costringe a casa, distrugge il bagno di Banksy durante la quarantena. Le immagini fanno il giro del web.

Banksy ha trovato il modo di divertire i suoi fans anche durante un’emergenza sanitaria che sta calamitando tutta l’attenzione e fiaccando il mercato. L’artista inglese, infatti, ieri ha condiviso le immagini del suo ultimo murale.

Nell’opera, un gruppo di ratti stufi di stare in casa, mettono a ferro e fuoco quello che supponiamo essere il bagno di Banksy. Uno usa la carta igenica come tapis roulant, un altro sprimaccia il dentifricio a furia di salti, altri ancora si appendono come scimmie ai porta asciugamani. C’è persino chi urina persino sul coprivater. Mentre nello specchio vediamo il riflesso dell’ultimo roditore che segna i giorni che mancano alla fine della reclusione.

Sotto la divertente scena l’artista orginario di Bristol ha scritto: “My wife hates it when I work from home.” (Mia moglie odia quando lavoro da casa).

E appena l’immagine cambia e la fotocamera ci restituisce il quadro completo, come se l’artista si fosse affacciato alla porta della toilette accorgengosi di cosa stanno combinando i nove roditori: “Io gli darei un momento…”.

La risata è assicurata perchè l’osservatore prima si fa trasportare dalla fantasia e poi immagina un Banksy in quarantena impegnato a fare street art nel suo stesso bagno. Anche se l’opera è evidentemente un’installazione costruita nel dettaglio, funziona e ha già conquistato la rete. Come dimostrano gli oltre un milione e quattrocentomila mi piace collezionati in sole 5 ore (nel momento in cui scrivo) su Instagram.

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Uno Chef giapponese da 32 anni disegna tutto quello che mangia

Itsuo Kobayashi. Tutte le foto per gentile concessione di Kushino Terrace, Fukuyama, Giappone.

Itsuo Kobayashi. Tutte le foto per gentile concessione di Kushino Terrace, Fukuyama, Giappone.

Il signor Itsuo Kobayashi da 32 anni documenta ogni suo pasto. Scrive, mette delle note, a volte incolla gli scontrini, ma soprattutto disegna. Illustrazioni dettagliate di ogni piatto che gli è capitato di provare o di cucinare.

Itsuo Kobayashi, nato nella prefettura di Saitama in Giappone, infatti, per anni ha lavorato in un ristorante come chef. Ma l’abitdine di prendere nota di quello che mangia ce l’ha da prima. Ha cominciato a tenere un diario a questo scopo quando aveva 18 anni, a 20 a fare dei disegni accanto al testo. Ultimamente le sue tavole si stanno trasformando in sculture: le immagini del cibo sono modellate per stare in verticale, ai fogli si sovrappongono altri fogli, che ampliano e distorcono la forma del quaderno su cui vengono appiccicate.

Kobayashi era uno chef ma da qualche anno non cucina più. Quando aveva 46 anni, infatti, gli è stata diagnosticata la neuropatia alcolica e muoversi gli è diventato sempre più difficile. Ma non ha mai smesso di disegnare. Anzi da quando la sua vita è cambiata lo fa con ancora più impegno e costanza. I soggetti delle sue opere gli arrivano a casa già pronti, a volte glieli portano i servizi di cucina a domicilio, altre sua madre. Tuttavia l’artista spesso lavora a memoria.

"L'artista scrive i nomi, i prezzi e le sue opinioni sul cibo e sugli ingredienti che ritrae- ha detto al blog Colossal il gallerista Nobumasa Kushino- Aggiunge parole descrittive positive sui suoi soggetti, come "delizioso", in modo che possa provocargli bei ricordi quando in seguito guarda i disegni."

Itsuo Kobayashi è rappresentato dalla Kushino Terrace Gallery di Fukuyama. Il gallerista si è imbattuto nel suo lavoro durante la visita a una mostra di opere create da persone disabili. (via Artnet)

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“Autoritratto attraverso mio padre”: Gratis su Vimeo solo fino a domani il film-racconto di Michelangelo Pistoletto

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Gratis su Vimeo solo per 24 ore, il film-racconto “Autoritratto attraverso mio padre” in cui il famoso artista Michelangelo Pistoletto parla di se e del padre Ettore Pistoletto.

Da guardare qui (da oggi, 10 aprile 2020, alle 11) il film segue il dialogo di Pistoletto con il critico d’arte Alberto Fiz e l’imprenditrice Anna Zegna. Un format vecchio stile che il maestro dell’arte povera reinventa con l’intimità del racconto e l’equilibrio della riflessione..

"Michelangelo Pistoletto, uno dei più noti artisti internazionali-siega il testo che presenta l'evento- non solo racconta il proprio legame creativo con il padre Ettore Pistoletto Olivero, anch’egli artista, ma offre la sua preziosa testimonianza su tematiche di grande importanza, quali il passaggio generazionale e la complicità – talvolta conflittuale – tra padre e figlio."

Ettore Oliviero Pistoletto, infatti, fu una figura fondamentale per la formazione professionale di Michelangelo. Artista e restauratore insegnò al figlio le basi della pittura. Avrebbe desiderato che il giovane dipingesse ma, come spesso accade, quest’ultimo non ne volle sapere. Tuttavia il rapporto tra i due continuò vibrante, e anni dopo il padre, pur senza abbandonare gli amati pennelli, inserì nei suoi quadri le immagini specchiate che erano diventate una cifra distintiva del lavoro del figlio.

"Partendo dal dialogo tra Michelangelo Pistoletto e suo padre- afferma Alberto Fiz.- è possibile interrogarsi sui concetti di tempo storico e tempo soggettivo, ma anche sulla necessità di accettare le differenze da cui può scaturire, persino, un'intima complicità".

"Autoritratto attraverso mio padre" è stato realizzato nel 2019 con la regia di Chiara Battistini in occasione della mostra che si è tenuta a Biella “Padre e Figlio. Ettore Pistoletto Olivero-Michelangelo Pistoletto”. Il film fonde tre video proiettati in occasione dell'esposizione e raccoglie anche i ricordi della nipote di Ermenegildo Zegna, Anna. Ermenegildo ed Ettore, infatti, erano buoni amici.

Il film-racconto “Autoritratto attraverso mio padre” di Michelangelo Pistletto sarà anche un’occasione per vedere immagini della mostra e delle sue splendide locations. In visione gratuita su Vimeo fino a domani alle 11.

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Michelangelo Pistoletto, Metamorfosi 1976 – 2014, stracci bianchi e colorati, specchio, Dimensioni variabili, Installazione: Aveline, Parigi, foto: J.M. Rossi

Michelangelo Pistoletto, Metamorfosi 1976 – 2014, stracci bianchi e colorati, specchio, Dimensioni variabili, Installazione: Aveline, Parigi, foto: J.M. Rossi

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso, 2017, serigrafia su acciaio inox supermirror, 250 x 125 cm, foto: A. Lacirasella

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto con quaderno Terzo Paradiso, 2017, serigrafia su acciaio inox supermirror, 250 x 125 cm, foto: A. Lacirasella

Ettore Pistoletto Olivero, Le tre figlie di Zegna (Le tre sorelle Zegna), 1929, olio su tela, 185,5 x 142,5 cm, courtesy of Mart

Ettore Pistoletto Olivero, Le tre figlie di Zegna (Le tre sorelle Zegna), 1929, olio su tela, 185,5 x 142,5 cm, courtesy of Mart

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1958, olio su tela, 80 x 70 cm, foto: D. Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1958, olio su tela, 80 x 70 cm, foto: D. Andreotti

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Michelangelo Pistoletto, Abbraccio all’infinito, 2019, acciaio Metro cubo d’infinito (1966-2007, ardesia, specchio e corda) Ph. Damiano Andreotti

Michelangelo Pistoletto, Abbraccio all’infinito, 2019, acciaio Metro cubo d’infinito (1966-2007, ardesia, specchio e corda) Ph. Damiano Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Pian Gelassa, Susa, Febbraio, 1970, olio su tela, 75,5 x 100,5 cm, foto: D. Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Pian Gelassa, Susa, Febbraio, 1970, olio su tela, 75,5 x 100,5 cm, foto: D. Andreotti

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto, 2008, serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, 70 x 100 cm, foto: A. Lacirasella

Michelangelo Pistoletto, Autoritratto, 2008, serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, 70 x 100 cm, foto: A. Lacirasella

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1973, olio su tela, 69 x 79 cm, foto: D. Andreotti

Ettore Pistoletto Olivero, Autoritratto, 1973, olio su tela, 69 x 79 cm, foto: D. Andreotti

Michelangelo Pistoletto, Mobili capovolti, 1976, tavolo, sedie e specchio, varie dimensioni, foto: A. Osio

Michelangelo Pistoletto, Mobili capovolti, 1976, tavolo, sedie e specchio, varie dimensioni, foto: A. Osio

Michelangelo Pistoletto, Il disegno nello specchio, 1979, cornici e specchio, 250 x 500 cm, foto: Archivio Pistoletto

Michelangelo Pistoletto, Il disegno nello specchio, 1979, cornici e specchio, 250 x 500 cm, foto: Archivio Pistoletto

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