Un fotografo finlandese cattura la rara visione di una spiaggia ricoperta di uova di ghiaccio

uova di ghiaccio sull'isola di Hailuoto in Finlandia. Fotografia di Risto Mattila

uova di ghiaccio sull'isola di Hailuoto in Finlandia. Fotografia di Risto Mattila

Il fotografo amatoriale Risto Mattila, domenica scorsa passeggiava con sua moglie sulla spiaggia di Marjaniemi sull'isola di Hailuoto in Finlandia e si è imbattuto in una distesa di uova di ghiaccio. Centinaia di uova di ghiaccio. Una aveva le dimensioni di un pallone da calcio.

Risto Mattila ha scattato una serie di immagini poi condivise si Instagram.

Lo spettacolo irreale si è diffuso a macchia d’olio sulla rete e sui giornali di tutto il mondo. I media riportano che la superficie occupata dall’insolito materiale era vasta (approssimativamente 30 metri). Rendendo ancora più spettacolare il paesaggio autunnale dell’estremo nord europeo.

Quello fotografato da Risto Mattila è un fenomeno meteorologico raro. Che si può verificare una volta all’anno, solo se una serie di condizioni vengono soddisfatte contemporaneamente.

"Hai bisogno della giusta temperatura dell'aria (sotto lo zero, ma solo un po ') - ha detto a The Guardian Jouni Vainio dell'Istituto meteorologico finlandese- della giusta temperatura dell'acqua (vicino al punto di congelamento), una spiaggia sabbiosa poco profonda e digradante e onde calme (...). Hai anche bisogno di qualcosa che funga da nucleo. (...) "

Pare che il periodo più favorevole per il formarsi di uova di ghiaccio nelle fredde spiagge finlandesi sia proprio l’autunno. D’altra parte l’isola di Hailuoto d’inverno è collegata alla terraferma da una strada di ghiaccio. E non metaforicamente parlando.

La 'natività' di Toshihiko Shibuya che disegna trini di puntine da disegno per evocare la vita che si rinnova

toshihiko shibuya, white generation 2019, all images courtesy toshihiko shibuya

toshihiko shibuya, white generation 2019, all images courtesy toshihiko shibuya

La nuova serie di sculture White Generation 2019 origin-birth di Toshihiko Shibuya, con quel legno tinto di bianco, potrebbe anche far pensare un po’ al presepe. E in effetti proprio di una natività si parla. Una natività immanente e minuscola certo, evocata dall’artista giapponese applicando pazientemente 500 puntine da disegno a testa sferica a dei tronchi prelevati da una foresta . Ma sempre portatrice di un messaggio di speranza: la vita e la bellezza si ricreano incessantemente e spesso inaspettatamente.

Toshihiko Shibuya concentra il suo lavoro sui mutamenti del paesaggio e di solito si limita a inserire degli elementi estranei, ma poco invasivi, nell’ambiente naturale (un parco, la riva di un fiume ecc.). Questi ultimi agiscono così da evidenziatori delle sue trasformazioni. Nella serie White Generation, per esempio, in genere applica le puntine da disegno direttamente sugli alberi, per sottolineare come l’apparente immobilità del bosco nasconda un pullulare di vita e un perenne cambiamento (ne ho parlato qui) che l’artista vive come un regalo .

Di solito, la serie Generation è land art- spiega Toshihiko Shibuya ad Artbooms- Questa volta ho creato 5 oggetti attraverso i quali evoco immagini di vita che si rinnova.”.

In White Generation 2019, infatti, congela il ricordo di quelle trasformazioni per affrontare lo spazio sterile di una galleria d’arte. E lo fa nella maniera più essenziale possibile: semplicemente preleva i tronchi, li dipinge di bianco (per far pensare all’inverno) e li costella di puntine da disegno a testa sferica,

“Evoco immagini di vita che si espande. Le puntine vanno guardate come fossero la massa di uova depositate da un pesce, o minuscoli anfibi, molluschi, funghi oppure ancora, muffe”.

Toshihiko Shibuya ha creato White Generation 2019 origin-birth in occasione della mostra Northern Arts Collaboration 2019 -A new Case- in Tampere Finland Contemporary Art from Japan and Scandinavia che si è tenuta all’inizio di gennaio alla Galleria Ronga di Tampere (Finlandia) per commemorare i 100 anni di amicizia finnico-nipponica.

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