Le lumache protagoniste dei foto set anni '50 di Aleia Murawski e Sam Copeland

All images © Aleia Murawski and Sam Copeland

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La coppia di creativi statunitensi Aleia Murawski e Sam Copeland si è ritagliata uno spazio nel settore mettendo al centro delle loro storie degli attori, magari un po’ lenti ma dotati di un’indubbia simpatia: le lumache. Così i piccoli gasteropodi si ritrovano protagonisti di fotografie e video musicali dall’incerta collocazione temporale..

Aleia Murawski e Sam Copeland vivono nell’Illinois, lo stato delle praterie, conosciuto tra le altre cose per avere come capitale la Springfield in cui probabilmente sono ambientati i Simpson. Ed è proprio da questo connubio tra natura addomesticata e cultura pop che traggono linfa le loro divertenti creazioni. Cortometraggi e immagini nostalgiche, che ritraggono rassicuranti quartieri residenziali con prati curatissimi e case in colori pastello, o più recentemente motel e fast-food anni ‘50. Ambienti vintage costruiti con pazienza dagli autori a misura di lumaca.

Una volta collocate le piccole chiocciole sul set, spingerle ad interpretare la loro parte non è sempre facile e può richiedere molto tempo e pazienza. Tuttavia Murawski scrive sul suo account instagram che è proprio osservare come interagiscono con l’ambiente la parte del lavoro che preferisce. Per spingere le lumachine verso una meta gli autori nascondono piccole quantità di cibo dietro gli oggetti di scena, ma a volte il loro comportamento è imprevedibile. Nella foto con il fenicottero rosa (pubblicata qui sotto) ad esempio, la lumaca si rifiutava di percorrere il vialetto tanto era attratta dalla replica dell’iconico ornamento da giardino.

Per vedere le simpatiche chiocciole impegnate in altre attività inconsuete in brevi animazioni e fotografie l’account Instagram di Aleia Murawski è la scelta migliore. Sul sito dell’artista, invece si possono guardare per intero alcuni video musicali. (via Colossal)

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Jan Fabre firma quattro decoratissime sculture di corallo rosso per la Cappella del Pio Monte della Misericordia di Napoli

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L’artista, coreografo, regista e scenografo teatrale belga Jan Fabre (qui) ha realizzato quattro preziose e decoratissime sculture per la Cappella del Pio Monte della Misericordia di Napoli. Le opere, ricche di simboli e di riferimenti agli antichi dipinti che adornano l’edificio seicentesco, sono interamente ricoperte di corallo rosso. A forma di minuscole roselline, perle, mezze perle e corna napoletane.

Alte circa 110 centimetri, le sculture pesano 50 chili l’una. In comune hanno l’elemento cuore, inteso sia in senso fisico che spirituale. E il corallo che fa riferimento alla tradizione, alla storia e al paesaggio della costa campana.

"La Libertà della Compassione" rappresenta una colomba, simbolo dello Spirto Santo, e fa riferimento a "San Paolino Libera uno Schiavo" di Giovan Bernardino Azzolino (1626-1630): "La Rinascita della Vita" con la croce ricoperta d’edera, simboleggia ad un tempo la Cristianità e la vita eterna, oltre ad echeggiare la "Deposizione di Cristo" di Luca Giordano (1771). "Sette Opere di Misericordia" del Caravaggio (1606-1607), invece, trova la sua rappresentazione contemporanea in "La Purezza della Misericordia", dove un giglio con la sua candida purezza evoca la Vergine e la mascella di un asino è metafora dell'atto di "dare da bere agli assetati". “La Liberazione della Passione”, infine, con la torcia a ricordare luce e speranza e con la chiave simbolo di San Pietro che apre le porte del Paradiso, è il corrispettivo plastico di "San Pietro solleva Tabitha" di Fabrizio Santafede (1611).

Le sculture di corallo rosso di Jan Fabre sono stare collocate lo scorso 21 dicembre e rimarranno nella Cappella del Pio Monte della Misericordia di Napoli, che così diventa uno dei pochi spazi di culto italiani in cui arte contemporanea e antica convivono felicemente. (via Designboom)

jan fabre. the liberty of compassion, 2019. deep precious coral, pigment, polyamide; base in belgian granite and steel. dimensions: h 113 x w 101,7 x d 39,5 cm. cappella del pio monte della misericordia, napoli image © designboom

jan fabre. the liberty of compassion, 2019. deep precious coral, pigment, polyamide; base in belgian granite and steel. dimensions: h 113 x w 101,7 x d 39,5 cm. cappella del pio monte della misericordia, napoli image © designboom

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jan fabre. the resurrection of life, 2019. deep precious coral, pigment, polyamide; base in belgian granite and steel. dimensions: h 106,5 x w 44,3 x d 34,2 cm. cappella del pio monte della misericordia, napoli image © designboom

jan fabre. the resurrection of life, 2019. deep precious coral, pigment, polyamide; base in belgian granite and steel. dimensions: h 106,5 x w 44,3 x d 34,2 cm. cappella del pio monte della misericordia, napoli image © designboom

jan fabre. the resurrection of life, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the resurrection of life, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

an fabre. the resurrection of life, 2019. detail image © designboom

an fabre. the resurrection of life, 2019. detail image © designboom

jan fabre. the purity of mercy, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the purity of mercy, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the purity of mercy, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the purity of mercy, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the purity of mercy, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the purity of mercy, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the liberation of passion, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the liberation of passion, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the liberation of passion, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli . ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the liberation of passion, 2019. installation view. cappella del pio monte della misericordia, napoli . ph: grafiluce / l. romano

jan fabre. the liberation of passion, 2019 detail image © designboom

jan fabre. the liberation of passion, 2019 detail image © designboom

Zhanna Kadyrova con Animalier maschera da grandi felini gli animali da fattoria

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Tra vero e falso, palesemente camuffato e sottilmente modificato, Zhanna Kadyrova esplora ancora una volta il territorio della moda, spingendosi fino alla zona del paradosso. Abbandonati i mosaici che ha portato alla Biennale di Venezia 2019, l’artista ucraina ha creato dei colorati costumi a motivi animalier per mucche, capre, cavalli e papere. Mascherando di fatto i tranquilli erbivori europei da esotici felini.

L'ultimo progetto di Zhanna Kadyrova è stato creato per Villa Pacchiani a Santa Croce sull’Arno (Pisa), dov’è esposto. La mostra, curata da Ilaria Mariotti, si intitola Animalier ed è stata realizzata con la collaborazione di Galleria Continua, Associazione Arte Continua, Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Accademia di Belle Arti di Firenze e Istituto Comprensivo Santa Croce sull’Arno.

Non prive di una certa ironia, le opere affrontano il tema dell’identità, del cambiamento ma anche quello dell’inganno. E dietro una maschera giocosa nascondono un brivido inquieto. Tuttavia l’artista si tiene al di fuori del racconto ed evita di esprimere giudizi lapidari.

"Nei miei lavori- ha detto in un'intervista di qualche anni fa Zhanna Kadyrova- provo a fare riferimento ai processi effettivi che si svolgono nella società e nel mondo. Spesso, attraverso l'arte, attiro l'attenzione dello spettatore verso un problema o un altro, e provo a non dare una posizione chiara, lasciando allo spettatore abbastanza "spazio" per la propria interpretazione."

I costumi che Kadyrova ha fatto indossare agli animali da fattoria, malgrado i colori vivaci e allegri, sono esposti come bozzoli vuoti suscitando una sensazione di disagio nell’osservatore. Tra le piante poi, che invadono lo spazio espositivo richiamando il paesaggio mediterraneo della Toscana, alcune sembrano ricoperte di foglie secche. Ma se si guarda con attenzione si scopre che anche queste ultime sono opera dell’artista. Come un ennesimo, vagamente lugubre, artificio.

Animalier di Zhanna Kadyrova resterà a Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno fino al 16 febbraio 2020. Ma se si sente nostalgia dei bei mosaici dell’artista ucraina si può dare uno sguardo al suo sito internet o seguirla su instagram.

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

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Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO

Zhanna Kadyrova, "Animalier". Veduta della mostra "Zhanna Kadyrova Animalier per Arte - impresa – territorio", Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, 2019. Ph. Ela Bialkowska OKNO STUDIO