Come una foresta di gigantesche caramelle Polo il capitolo 11 dell'installazione Snow Pallet di Toshihiko Shibuya

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L’undicesimo capitolo dell’installazione Snow Pallet di Toshihiko Shibuya sembra una magica foresta di dolciumi. In certi momenti può far pensare a delle grandi caramelle Polo, fluttuanti in mezzo agli alberi nel buio della sera, o, durante il giorno, a un allegro ripetersi di ciambelle, rese ancora più golose da glasse e sciroppi colorati. Il fatto che si erga, discreta, nel parco di fronte al Rokkatei-Sapporo Main Store (cioè la maestosa sede della più importante pasticceria della città) rafforza la voglia di mettere qualcosa sotto i denti. Ma Snow Pallet 11, altro non è che una serie di minimali strutture metalliche su cui si accumula la neve ed è pronta a cambiare forma in ogni momento. Come l’allucinazione pop di un inguaribile sognatore.

Al confine settentrionale del Giappone, non molto distante dalle coste dell’estremo nord della Russia, l’isola di Hokkaido ha inverni, lunghi, rigidi e nevosi. L’artista Toshihiko Shibuya, che vive e lavora a Sapporto, da anni ormai, celebra questa caratteristica con una serie di installazioni minimali, pensate per sottolineare la mutevolezza del paesaggio durante la stagione fredda, intervenendo il meno possibile. Le varie versioni di Snow Pallet, infatti, si compongono solo di leggerissime strutture metalliche tinte nella parte inferiore, in modo da creare delle rifrazioni di luce colorata che si allargano liquide sulla coltre bianca. Le sculture sono posizionate in mezzo alla natura (spesso per rimanere in città basta un parco). A fare tutto il resto sono gli elementi. La neve, certo, ma anche il vento, la luce ecc.

Tanto che il risultato è un’incognita per lo stesso artista: “Quest’anno ho installato dei nuovi pezzi-spiegava Toshihiko Shibuya appena installata Snow Pallet 11- Sono a forma di ciambella e hanno altezze diverse. Sicuramente la neve si accumulerà in una forma unica.”

E una continua sorpresa: “Quando la neve è caduta senza vento-ha detto recentemente- ho scoperto che un minuscolo cumulo di neve appare al centro, proprio sotto l'oggetto. Quando c'è una tempesta di neve, invece, scompare.

Le installazioni della serie Snow Pallet, infatti, sono mutevoli. Cambiano aspetto a seconda del procedere della stagione, delle condizioni meteo e persino dell’ora del giorno. Per Toshihiko Shibuya sono un modo per celebrare la bellezza della natura, senza rappresentarla ma lasciandola libera di raccontarsi. Per restituirci un paesaggio dinamico, che muta sotto i nostri occhi senza che ce ne rendiamo conto.

Non c'è niente che possiamo fare per domare madre natura- continua Toshihiko Shibuya- Cerco di non controllarla , ma, di accoccolarmi accanto ad essa per usarla intelligentemente. Spero che il mio lavoro inauguri un nuovo approccio all'arte invernale. Tutti tendono a odiare l'inverno, ma se cambi il tuo punto di vista, le possibilità per il futuro si spalancano di fronte a te. Invio un messaggio d'arte nelle regioni con abbondanti nevicate da Sapporo, Hokkaido, Giappone.”

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Toshihiko Shibuya trasforma un parco innevato di Sapporo con i favolosi colori di ‘Snow Pallet 10’

All images Courtesy Toshihiko Shibuya

All images Courtesy Toshihiko Shibuya

Tutti gli anni l’artista giapponese Toshihiko Shibuya (di cui ho parlato per esempio qui) crea un’installazione dedicata alla stagione fredda. Si chiamano tutte ‘Snow Pallet’ e riflettono note di colore vivo sulla neve fresca senza alterare il paesaggio. Si tratta sempre di strutture minimali, metalliche, illuminate da toni pastello fosforescenti. Quelli delle caramelle gommose e dei dolcetti di zucchero. Ma molto più intensi.
Stavolta Toshihiko Shibuya ha scelto la grande scala per ‘Snow Pallet 10’. L’opera, infatti, è composta da ben 26 parti. Tutte collocate nel cortile al quarto piano dell’Hotel Sapporo Garden Palace, a due passi dal ‘Red Brick Hokkaido Building’ (il palazzo simbolo della città).

‘Snow Pallet 10’ come le installazioni che l’hanno preceduta è fatta per stare in mezzo alla natura enfatizzando il mutare del paesaggio con lo scorrere del tempo: di ora in ora, di giorno in giorno, di mese in mese. Gli elementi di cui è composta hanno altezze diverse e sono stati concepiti per raccogliere la neve che cade o si scioglie con il primo sole di primavera. I colori fosforescenti sono applicati in punti strategici che permettono alla luce cromata di inondare la coltre bianca di sfumature giocose.
 “Cerco di creare opere che risuonino nella natura- dice Toshihiko Shibuya- Il mio lavoro esprime l’unicità del clima settentrionale di Hokkaido, con le sue forti nevicate”.

L’isola di Hokkaido situata all’estremo nord del Giappone, ai confini con la Russia, durante l’inverno, un lungo inverno che dura ben sei mesi, si copre di neve. Chi l’ha visitata dice che la sua desolata bellezza in quel periodo abbia un sapore epico. 
Spero che il mio lavoro inaugurerà un nuovo approccio alla winter art- aggiunge Shibuya- Tutti tendono ad odiare l’inverno, ma se tu cambi il tuo punto di vista, le possibilità per il futuro ti si spalancano davanti. Mi piacerebbe inviare un messaggio d'arte nelle regioni con abbondanti nevicate da Sapporo, Hokkaido, in Giappone.

‘Snow Pallet 10’ è stata posizionata nei giorni scorsi e accompagnerà le festività che in quella zona risplendono di illuminazioni spettacolari. Sarà possibile vederla dal vivo fino a marzo 2018. Toshihiko Shibuya quest’anno è stato premiato con l’ ‘Hokkaido Culture Encouragement Prize’.

le nevicate a sapporo sono intensissime. la serie 'snow pallet' evidenzia il mutare del paesaggio

le nevicate a sapporo sono intensissime. la serie 'snow pallet' evidenzia il mutare del paesaggio

i colori dell'installazione si rifrangono sulla neve con le loro note vivaci e giocose

i colori dell'installazione si rifrangono sulla neve con le loro note vivaci e giocose

l'installazione muta col paesaggio: di ora in ora, giorno in giorno, mese in mese

l'installazione muta col paesaggio: di ora in ora, giorno in giorno, mese in mese

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La Land-art effimera di Jim Denevan orna le spiagge di enormi disegni

all images © Jim Denevan

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Il più delle volte il californiano Jim Denevan usa solo un rastrello o un bastone per le sue opere di land-art. Come tela predilige le spiagge e viene da se che i tempi di realizzazione debbano essere veloci e attentamente pianificati. Tanto più che Denevan lavora da solo e su grandi appezzamenti di terreno.

Rappresenta motivi ornamentali geometrici e ripetitivi, come cerchi concentrici o ripetuti a formare una sorta di galassia, ma anche onde o linee rette. Il risultato di tanto impegno, realizzato nei ritagli di tempo tra una marea e l’altra, viene poi abbandonato in balia delle onde.

A lasciare a bocca aperta, però, sono le monumentali dimensioni dei suoi effimeri disegni.

“Jim Denevan crea disegni temporanei su sabbia, terra e ghiaccio che vengono poi cancellati dalle onde e dal variare delle condizioni meteo - è scritto sulla biografia del sito internet- Questi disegni variano dalle composizioni in piccole spiagge, fino ai lavori su larga scala che raggiungono le dimensioni di una città”.

La documentazione delle sue opere è stata esposta al MoMA/PS1 oltre che allo Yerba Buena Center for the Arts, The Museum of Arts and Design, Parrish Art Museum, Peabody Essex Museum e al Laguna Art Museum.

Ma soprattutto Jim Denevan ha avuto commissioni da importanti aziende (come ad esempio la Hyundai) per realizzare i suoi grandi disegni in occasione di campagne pubblicitarie.

Da un po’ di tempo a questa parte non ci sono novità di rilievo sul suo lavoro se non che recentemente il sito “Great Big Story” ha girato un breve film che documenta la sua opera (lo trovate in fondo a questo post, è in inglese ma le immagini anche senza audio parlano da sole).

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