Hitomi Hosono che tramuta strati di foglie e fiori riprodotti maniacalmente in vasi di porcellana handmade

hosono-2 (1).jpg

Delicati petali di rosa, minuti fiori e intricate foglie nel lavoro di Hitomi Hosono si ripetono, rigorosamente lavorati a mano, fino a comporre enormi vasi in porcellana. Strati e strati di motivi decorativi fragili e ritorti che riproducono tutta la grazia dei giardini di primavera.

Hitomi Hosono è nata in Giappone ma vive nel Regno Unito e le sue ceramiche celebrano e traggono ispirazione dalla tradizione di entrambi i Paesi. C’è il giardino inglese, ci sono le illustrazioni botaniche dei naturalisti, come le tappezzerie e i tessuti a motivo floreali ma c’è anche tutto l’amore per la natura che i nipponici hanno profuso nelle arti.

"I soggetti del mio attuale lavoro in porcellana sono forme ispirate a foglie e fiori- ha scritto sul suo sito- Studio le forme botaniche nei giardini. Mi sento attratta dalla complessità delle piante, esamino le venature di una foglia, come sono modellati i bordi, la stratificazione dei petali di un fiore. Guardo, tocco, disegno.”

Dal punto di vista tecnico le porcellane di Hosono si ispirano al Jasperware (un tipo di gres ricoperto di sottili rilievi ceramici inventato da Josiah Wedgwood nel tardo XVIII secolo). 

Ma è solo grazie a pazienza e abilità che i suoi vasi raggiungono una simile complessità e pienezza visiva. Hitomi Hosono, infatti, disegna gli elementi compositivi e li riproduce tridimensionalmente, poi applica ogni foglia o fiore ripiengandoli e completandoli manualmente uno ad uno.

Ventidue opere di Hitomi Hosono sono state in mostra alla Daiwa Anglo-Japanese Foundation di Londra (‘Reimaginig Nature: Memories in Porcelain di Hitomi Hosono’, fino al 15 dicembre). Ma nulla impedisce di approfondire il suo lavoro senza muoversi da casa dando uno sguardo al suo sito internet o al suo account Instagram. (via Colossal)

hosono-1 (1).jpg
hosono-1.jpg
hosono-2.jpg
hitomi_hosono_08.jpg
hosono-3.jpg
hosono-4.jpg
hosono-9.jpg
hosono-10.jpg

Biennale Venezia 2017| La sculturona di Yee Sookyung per VIVA ARTE VIVA fatta di vasi rotti rimessi insieme con il kintsugi

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

La nuova scultura monumentale dell’artista coreana Yee Sookyung (di cui ho parlato qui) per VIVA ARTE VIVA (la grande mostra della Biennale di Venezia 2017, curata da Christine Marcel), a spanne supera i 2 metri di altezza. Ed è fatta interamente di ceramiche rotte.

Se si osserva con attenzione si vedono frammenti di vasi, soprammobili, stoviglie, teiere, cose così. Ma la forma è del tutto cambiata, la destinazione d’uso degli oggetti solo un ricordo.
Nella serie “Translated vase”, Yee Sookyung raccoglie le ceramiche andate in frantumi e le mette insieme a casaccio. O meglio seguendo una nuova logica, basata su una forma incontenibile e sulla decorazione. Per farlo usa l’antica tecnica giapponese del kintsugi (o kintsukuroi), che con il suo filo d’oro, regala alle sue opere grazia e ricchezza. Oltre a esprimere un’opinione su un sistema economico modellato su se stesso.

“Translated Vase - scrive Christine Marcel nell’introduzione di VIVA ARTE VIVA della Biennale d’arte 2017 - comprende al contempo la ricerca di vasi coreani in ceramica la loro distruzione sistematica e la loro riconfigurazione in sculture eleganti e deformi, come affette da escrescenze contro natura. La rilettura di antiche tradizioni operata da Yee Sookyung, in particolare la tensione tra raffinatezza e rifiuto della perfezione codificata, è centrale anche nelle sue performance, come quella creata per la Biennale Chasing the sun’s orbit (…)”.

La scultura monumentale di Yee Sookyung esposta a VIVA ARTE VIVA è installata all’Arsenale, nella sezione “Il Padiglione delle tradizioni” (la mostra è composta di nove capitoli che costituiscono dei padiglioni a se stanti) e si potrà osservare per tutta la durata della Biennale di Venezia 2017 (fino al 26 novembre)

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: artbooms

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia

Yee Sookyung, 57. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Viva Arte Viva; Photo by: Andrea Avezzù; Courtesy: La Biennale di Venezia