"Ho_pe 02": Il video d'animazione in stop motion di Turtle Studio, fatto con pazienza e pupazzi di materiali riciclati

Ho-pe 02” è un romantico (e disobbediente) mini-film d’animazione, realizzato in stop motion dal gruppo italiano Turtle Studio Animation. Ambientato (apparentemente) in un futuro distopico, è la storia di un robot che vive isolato ( un po’ per difficoltà oggettive, un po’ per regole di dubbia utilità), ma che culla il sogno di avere una compagna.

Da non confondere con i produttori musicali Turtle Studios o con il video gioco americano Turtle Rock Studios, Turtle Studio Animation, è un associazione culturale nata a Napoli del 2019. Un gruppo di giovani professionisti, composto da studenti ed ex-studenti dell’Accademia di belle arti di Napoli che cercano di fare cinema con fantasia e in maniera eco-sostenibile.

L'associazione è stata fondata sui principi culturali, educativi e sperimentali del cinema in Campania -spiega il regista Francesco Bruno Sorrentino- Gli associati esprimono le loro competenze in particolare nel cinema d’animazione, di cui Napoli si sta dimostrando il cuore pulsante dello scenario Europeo. Il gruppo è professionalmente variegato. Di fatti è composto da laureati in diverse discipline: dalla grafica all’illustrazione, dalla scultura al costume, dal cinema alla scenografia.”

Turtle Studio è specializzato in animazioni realizzate in stop motion. Una tecnica nata verso la metà dell’800 e che richiede un lavoro meticoloso e tanta pazienza. Wikipedia la descrive così: “Lo stop motion è una tecnica di produzione cinematografica animata in cui gli oggetti vengono manipolati fisicamente in piccoli incrementi tra i fotogrammi fotografati individualmente”. In poche parole, ogni volta che un personaggio si muove, l’oggetto che lo interpreta (di solito un pupazzo) viene modificato e per ogni minuscolo cambiamento occorre una foto. Tutte queste immagini accostate ci daranno alla fine l’impressione del movimento.

"La tecnica nella quale la Turtle Studio si sta settorializzando- continua Sorrentino- è la Stopmotion: processo estremamente meticoloso e artigianale finalizzato a rendere animato ciò che non lo è. Generalmente nel nostro caso utilizziamo materiali da riciclo sia per la costruzione delle ambientazioni sia per quella dei personaggi (PUPPETS) per seguire comunque una linea di eco-sostenibilità che ci contraddistingue nella ricercatezza stilistica ma anche, soprattutto, nel messaggio che ci facciamo carico."

E già perchè le animazioni di Turtle Studio sono costruite, in gran parte a mano, usando solo materiali di recupero.

“Ho-pe 02” (scritto e diretto da Antonio Genovese e Francesco Bruno Sorrentino; prodotto da Stefano Incerti con la fotografia di Sorrentino), si può naturalmente anche leggere semplicemente “Hope” (“Speranza”) e racconta la storia di un robot che vive in una piccola casa-laboratorio, insieme a un robbottino-cagnolino, su un brandello di pianeta che fluttua, insieme ad altri, intorno ad un’isola regolatrice. Malgrado le leggi emesse da quest’ultima limitino ad uno solo il numero di abitanti per ogni pianeta, il robot desidera una compagna. La desidera tanto da costruirla e nasconderla all’ottusa autorità. Finchè…

Divertente e poetico “Hope” è figlio dello spettro della catastrofe ecologica e si può leggere come una irridente metafora dell’era del Covid-19. Per sapere come andrà a finire la storia del robottino guardate il corto su Yotube. Mentre per altri video d’animazionee in stop motion potete seguire Turtle Studio su Facebook (da vedere anche la serie di brevissimi cartoni: “Rodolfo’s Quarantine Aventures”). Mentre per capire meglio il dietro le quinte dei loro lavori, Instagram è la scelta migliore.

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Un divertente video d'animazione 3d spiega come imparare a fare il sushi a regola d'arte e rovinarsi la vita in 2 minuti

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Il regista e designer inglese Jonathan Lindgren ha creato il divertente video d’animazione 3d “How to make sushi” (in giapponese 寿司の作り方) che è allo stesso tempo un tutorial di cucina e una storia. Da una parte, infatti, spiega step by step come fare il sushi e dall’altra racconta di uno chef che consacra la sua vita alla professione e vive con ordine e rigore esemplari per raggiungere i risultati che si è prefissato, ma si dimentica delle persone a cui vole bene. Il tutto in soli 2 minuti.

Jonathan Lindgren vive a Londra e per creare qusto cortometraggio spiega di essersi ispirato allo stile di Wes Anderson ne L’Isola dei Cani ma anche ai manga e alle anime giapponesi di cui è appassionato.

Ispirato all'animazione giapponese- ha detto- questo film si è trasformato in un'emulazione di molti anni di lettura dei manga e di visione delle anime. Anche vedere l'incredibile artigianato e il design grafico di Isle of Dogs mi ha sicuramente influenzato Poi ho mischiato tutto con il mio stile di animazione e ha finalmente preso questa forma.”

Per realizzare questo corto Jonathan Lindgren ha collaborato con The Soundery (che ha creato la colonna sonora) e con l’attore Yoshi Amao (che dà la voce all’inflessibile chef).

Altri video d’animazione 3d di Jonathan Lindgren (fin troppo brevi)si trovano sulla sua pagina Vimeo. Il designer ha anche un account Behance e Instagram. (via Uncrate)

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Gli orologi del designer Maarten Baas in cui un omino cancella e ridisegna le lancette minuto dopo minuto

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La serie di orologi Real Time del designer olandese Maarten Baas, presentata nel 2009 proprio in Italia (al Salone del Mobile di Milano), mette insieme nostalgia, ingenuità e tecnologia. Il disegno dell’oggetto, infatti, è semplice, spesso dalle linee volutamente infantili ed evocativo di modelli di orologi diffusissimi in passato, ma il quadrante è uno schermo piatto. A guardarlo però sembra che sia un vetro, dietro al quale un omino armato di spugna e colore, cancella e ridisegna le lancette 24 ore su 24.

Da quando è stato presentato questo progetto di Baas è cresciuto. Già l’anno successivo la riedizione di un orologio da tavolo con numeri luminosi era diventata una app. In seguito la famiglia dei Grandfather Clocks (che evocano con ironia gli orologi a pendolo di primo-novecentesca memoria) è entrata nelle collezioni del Rijksmuseum di Amsterdam, del Victoria Museum di Melbourne e della Maison Rouge di Parigi. Maarten Bass ha anche girato un film (Sweeper’s Clock), in cui due figure in tuta da lavoro, riprese dall’alto su una spiaggia, cambiano la posizione delle lancette muovendo dell’immondizia depositata sul litorale.

Dal 2016 all’aeroporto di Amsterdam c’è un’orologio della serie Real Time (Shiphol Clock) ad alleggerire l’attesa dei voli internazionali. L’omino che incessantemente ridisegna le lancette ha una tuta da lavoro blu, uno straccio giallo e un secchio rosso, in omaggio al pittore olandese Piet Mondrian.

A seguire tutti i lavori della serie Real Time ma per vedere le altre creazioni di Maarten Baas ci sono il suo sito internet o l’account instagram. (via Colossal)

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